coro gospel

Il Natale ha la capacità di tirare fuori le emozioni che lasciamo silenziose per tutto l’anno: i profumi, le luci, la presenza dei familiari, tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Qui trova spazio la musica dal vivo con le sue cornamuse, i campanellini, i canti angelici dei bambini emozionati, e quelli celestiali dei cori gospel.

Fra tutte le espressioni musicali, il gospel è quello che riesce a regalare al meglio il calore necessario e chi ha assistito ad un concerto lo sa.
La vera magia, però, è anche laddove il pubblico non vede: tutto ciò che accade nelle ore prima, in quegli istanti antecedenti all’apertura del sipario, ciò che succede dietro le quinte.

Le note che senti raccontano storie che non hai visto

L’energia collettiva dei cori gospel, quei gesti quasi improvvisati, ma anche ogni nota, ogni ingresso, ogni risposta corale, sono dettagli nati da un lavoro minuzioso fatto molto prima dell’evento.
Le prove infatti, non servono solo a cantare i brani, ma a ricercare e trovare un’intesa umana. L’armonia vocale è la diretta conseguenza dell’armonia dell’intero gruppo.

Per questo, un coro gospel professionale cura ogni dettaglio: intonazione, dinamiche, persino la respirazione deve essere collettiva!

Durante il periodo natalizio, poi, tutto diventa più intenso: le prove si moltiplicano, i brani acquistano nuove sfumature e il repertorio viene riadattato per l’ambiente a cui si presta.

Il gospel del cinema e quello degli eventi

Molte persone associano il gospel ai film: Sister Act, The Preacher’s Wife, Come un tuono, The Blues Brothers e nelle scene in cui è presente, il coro esplode in improvvisazioni brillanti e variazioni al limite dell’impossibile.

Nel gospel esiste anche l’improvvisazione (non nel modo in cui ce lo propongono i film), nasce direttamente dalla tradizione afroamericana del “call and response”, e mette in risalto l’espressività individuale che poi si intreccia con quella collettiva, ma comunque, negli eventi professionali, l’improvvisazione si inserisce in una struttura solida.

Si tratta di una libertà controllata che rispetta i tempi, gli arrangiamenti e l’atmosfera del contesto.

Il coro gospel è dinamico, vivo, sorprendente, ma non caotico, e soprattutto, non rischia di prendersi in giro, è un’arte composta, tra sguardi che si cercano, cenni del direttore, e respiri condivisi necessari per anticipare l’ingresso di una nota.

Il cuore dell’esibizione

Un concerto gospel è una meraviglia, ma il dietro le quinte è una poesia riservata solo a loro.

Prima che il pubblico prenda posto, prima che le luci si accendano, si avverte e sente l’emozione, la dedizione, la complicità, che poi prendono a seguire il percorso dei brani.