Attenzione all'amianto
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Nell’ultimo secolo l’uso dell’amianto è stato largamente diffuso, e molte delle abitazioni in Italia presentano ancora una grande quantità di fibre di eternit, pericolose per la salute.

I dati statistici degli esperti riportano che più di trenta milioni di tonnellate di amianto si potrebbero ancora trovare all’interno delle nostre case. Durante le opere di ristrutturazione è necessario prestare particolare attenzione alla presenza di questo materiale, così da proteggersi e garantirne uno smaltimento adeguato.

Quali rischi si corrono a causa dell’amianto?

Contribuire alla bonifica dell’amianto, durante le fasi di ristrutturazione della casa, è necessario per garantire un migliore stato di salute, sia per sé stessi, che per i futuri inquilini. Il rischio, che all’interno delle pareti domestiche ci sia dell’amianto, è più alto di quanto si possa pensare. Anche se sono passati più di ventott’anni da quanto in Italia fu vietato l’utilizzo dell’amianto per qualsiasi attività legata all’edilizia con il Decreto Legge 257/92, purtroppo, si stima che più di trenta milioni di tonnellate di questo materiale, siano ancora presenti all’interno delle case degli italiani.

Ancora oggi, continua a mietere vittime e causare danni sulla salute: per avere un’idea, circa 4 mila persone all’anno muoiono ancora di mesotelioma maligno, solitamente collegato all’inalazione dell’amianto e delle sue polveri sottili.

Le fibre di amianto sono spesso presenti sia in impianti agricoli che negli edifici domestici, poiché l’Eternit, fino al 1992, veniva utilizzato tranquillamente come materiale ideale per realizzare riparazioni nel campo dell’edilizia.

Cos’è l’amianto?

L’amianto è un minerale che si trova in natura, ed appartiene alla famiglia dei silicati. La sua struttura microcristallina presenta un aspetto fibroso; per questo motivo si parla spesso di fibre di amianto. La legge italiana, come anticipato, inquadra questo materiale sotto 6 differenti tipologie di composti, dichiarandone illegale l’utilizzo, per il pericolo che l’inalazione comporta nei confronti della salute umana.

Prima di essere abolito, veniva utilizzato ampiamente come materiale coibentante e come isolante acustico, ma anche per la realizzazione di coperture di edifici pubblici ed industriali. Si può trovare all’interno delle abitazioni, anche se non si vede, soprattutto quando l’abitazione è stata realizzata prima del 1992. Può essere presente all’interno delle pareti, come strato isolante da un punto di vista termico e acustico, ma anche nelle tubazioni, guarnizioni, recinzioni, cappe e caminetti. Il rischio di trovarselo in casa, e non saperlo, è molto alto!

Ristrutturare casa: come fare attenzione all’amianto?

Nel momento in cui si decide di ristrutturare un immobile, come abbiamo visto, la possibilità che l’amianto sia presente è davvero elevata. La prima cosa da fare è quella di cercare di individuarlo, durante le opere di ristrutturazione, così da stimarne la quantità e l’integrità del materiale. Per effettuare queste indagini, non è semplice, ed è meglio farle svolgere da un esperto, perché si rischia di entrare in contatto con il materiale, senza avere le giuste precauzioni.

Infatti, è necessario che vengano eseguiti dei campionamenti e dei sopralluoghi, così da comprendere la collocazione dell’amianto. Spesso l’amianto è celato e nascosto, perché era utilizzato come materiale isolante e nelle tubazioni, quindi si potrà rinvenire anche dentro le pareti o dietro il controsoffitto.

Cosa fare se si trova dell’amianto durante la ristrutturazione?

Durante la ristrutturazione, se si trovano degli elementi in amianto, è necessario utilizzare subito con delle mascherine specifiche, che proteggano dalle inalazioni delle potenziali fibre pericolose per la salute. In questo caso è importante non agire in autonomia, infatti, la legge italiana prevede che lo smaltimento dell’amianto sia effettuato tramite misure di sicurezza ben precise. In questo caso si deve contattare una ditta specializzata e autorizzata alla bonifica dell’amianto, che sia iscritta all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.

Per favorire lo smaltimento dell’eternit, secondo le procedure previste dalla legge, lo Stato ha previsto attraverso la nuova Legge di Stabilità 2020, il cosiddetto Bonus Amianto 2020, che consente, a chiunque sia titolare di un reddito d’impresa, di usufruire di un incentivo al 50% delle spese effettuate per tutti i lavori di bonifica e smaltimento dell’amianto, su immobili e strutture presenti sul suolo italiano.

Nel caso dei privati, invece, è possibile fare riferimento ai contributi regionali, che offrono incentivi fiscali per la ristrutturazione di abitazioni in cui è presente amianto, tramite detrazioni fino al 50% delle spese effettuate.

Come viene smaltito l’amianto durante i lavori di ristrutturazione?

Le ditte specializzate, che per legge possono procedere con le operazioni di smaltimento dell’amianto, hanno il compito di verificare preliminarmente la presenza di amianto nella struttura, così da preparare la documentazione da inviare alle ASL.

La rimozione del materiale avviene tramite incapsulamento (in caso di amianto compatto), attraverso prodotti adatti a questo scopo specifico, e successivamente si procede con la fase di bonifica dell’area circostante. Lo smaltimento continua secondo le procedure ministeriali e le normative, utilizzando la massima attenzione, per non creare danni a persone o all’ambiente.

Attenzione, dunque, se durante le fasi di ristrutturazione della vostra abitazione vi trovate di fronte alla presenza di amianto: le procedure vanno seguite correttamente e con scrupolosità, così da ridurre al minimo il rischio di poter respirare le fibre di amianto, e smaltirlo così come prevede la legge.