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Aprire un’officina auto: i requisiti e l’iter burocratico

Un articolo con tutte le informazioni necessarie se vuoi aprire una nuova officina auto!

Nel corso degli anni l’utilizzo delle automobili è diventato sempre più comune e necessario per stare al passo con il rapido sviluppo della società moderna.
Secondo le statistiche annuali dell’ANFIA in Italia nel 2021 si conta un parco macchine circolante di 39 milioni di auto. La presenza, quindi, di officine auto è diventata sempre più indispensabile. Perciò, aprire un’officina auto può rappresentare una fonte redditizia molto vantaggiosa, che presenta, però, i suoi ostacoli, sia pratici che burocratici.

Se hai le competenze tecniche per avviare un’attività in proprio, ma ti mancano le informazioni per aprire un’officina auto questo è l’articolo che fa per te!
Vediamo insieme quali sono gli step fondamentali!

Iter burocratico

Come prima cosa sarà necessario aprire la Partita IVA, dopo aver creato una ditta individuale o un’impresa societaria, ed individuare il Codice ATECO della nuova attività, nello specifico il codice ATECO per il settore di riferimento è il 45.20 (Codice ATECO 45.20), ed è, infatti, quello per la “Manutenzione e riparazione di autoveicoli”.
L’iter burocratico per aprire un’officina auto si sviluppa in ulteriori step:

  • Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio locale
  • Invio al Suap del proprio Comune della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA)
  • Autorizzazione del Comune per l’esposizione dell’insegna
  • Apertura delle posizioni INPS e INAIL
  • Valutazioni sull’impatto acustico e di emissioni nell’atmosfera
  • Ottenimento delle certificazioni relative alle norme sulla sicurezza, ecc.
  • Individuazione del responsabile tecnico dell’officina

La normativa

Cosa prevede la legge per quanto riguarda l’inquadramento di questa attività?
Sarà necessario capire in quale categoria di autoriparazioni (Legge 224/2012) si collochi l’attività a cui si è intenzionati dare vita.
Che si tratti di manutenzione o sostituzione di componenti dei veicoli, installazione di impianti su di essi o commercio/noleggio di veicoli per conto terzi, l’officina auto non dovrà occuparsi di lavaggio, rifornimento di carburante e sostituzione di liquidi e/o lubrificanti, come olio del motore o liquido di raffreddamento.

Il responsabile tecnico

La figura del responsabile tecnico è fondamentale all’interno dell’officina, motivo per cui colui che andrà a ricoprire questo ruolo dovrà soddisfare sia requisiti personali che professionali.
Come prima cosa essere cittadino italiano o di uno Stato presente nell’UE e non aver riportato condanne per reati commessi nell’ambito della professione svolta; il responsabile dovrà aver alle spalle almeno 3 anni di esercizio nell’autoriparazione, aver frequentato un corso di abilitazione come meccanico qualificato ed aver conseguito almeno il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Chi avesse ottenuto i requisiti sopracitati all’estero, dovrà farli riconoscere dal MiSE.

La sede dell’officina

Aprire un’officina auto richiede anche particolare attenzione allo spazio scelto per l’ubicazione dell’attività. I muri dovranno essere alti, lo spazio ampio e l’impianto elettrico ed idraulico di ottima qualità.
Sarà anche necessario suddividere gli spazi in modo funzionale:

  • Lo spazio di lavoro attivo: dove si lavora sull’autoriparazione. Ci sarà un ponte ed un banco di lavoro, che sia solido ed ordinato (un esempio è quello della Opus Line, azienda produttrice di banchi da lavoro di ottima qualità).
  • Lo spazio di lavoro passivo: il magazzino dove vengono riposti gli attrezzi ingombranti ed i ricambi.
  • Lo spazio amministrativo: dove gestire l’economia dell’attività, come pagamenti ed ordini.

Le spese di apertura

Aprire un’officina auto comporta, ovviamente, delle spese non indifferenti, dall’affitto del locale, all’acquisto degli attrezzi di lavoro, gli stipendi del personale ed eventuali corsi di aggiornamento.
Si tratterà quindi di investimenti intorno e oltre i 100mila euro.
È, quindi, sempre consigliato fare i dovuti calcoli prima di aprire un’attività in proprio, soprattutto per capire se siano sufficienti le proprie risorse, o se sia necessario andare alla ricerca di un finanziamento.