esdebitamento e la crisi di liquidità
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Quando si parla di crisi di liquidità ci si riferisce a quella situazione in cui versa un’azienda – grande o piccola che sia – che non è più in grado di pagare i debiti a causa della mancanza di liquidità. Questa situazione è solitamente la causa principale della chiusura di molte aziende in crisi che non riescono a far fronte ai debiti in aumento. Fortunatamente, uscire dalla crisi è possibile tramite una serie di accorgimenti ed un’attenta pianificazione. Innanzitutto è necessario sottolineare che la carenza di liquidità aziendale può derivare da molteplici fattori e non tutti imputabili ad una cattiva gestione dell’azienda da parte del titolare o dei lavoratori impiegati presso la sezione contabile dell’impresa; casi classici di aziende in crisi derivano sicuramente da situazioni varie, come ritardo nell’incasso dei crediti imputabile al debitore oppure a problemi imprevisti sorti durante un lavoro che comportano stop alla produzione. Non ultimo, l’attuale pandemia che sta vivendo l’Italia ha debilitato fortemente le imprese e, complice anche un sostanziale immobilismo del governo, i casi di aziende in crisi si sono moltiplicate. Se ti stai chiedendo come risolvere problemi di liquidità, in seguito ti elencherò alcune strade da seguire. Nel caso non ti fosse possibile, sappi che è possibile ricorrere ad una particolare procedura come nota come esdebitamento, nata per comporre il sovra indebitamento e risolvere la carenza di liquidità

Capire il problema della carenza di liquidità aziendale.

Analizza i flussi di cassa, le entrate e le uscite e individua innanzitutto se il tuo problema deriva da un calo nelle entrate o dai costi eccessivi che rendono antieconomica l’attività. Questo passo è fondamentale per capire dove intervenire in maniera precisa, massimizzando il risultato. Se il risultato dell’analisi è un calo delle entrate, dovrai lavorare su tutti gli aspetti relativi, cioè prezzi troppo bassi, riscossione dei crediti troppo lunga, calo del lavoro etc, con lo scopo di trovare il modo di invertire il ciclo. Se invece il calo risiede in costi eccessivi come spese non giustificate, sprechi nella produzione, dipendenti troppo onerosi etc, allora è necessario riorganizzare le risorse e tagliere le parti inefficienti che tirano via risorse in modo ingiustificato.

Alcune strade per creare liquidità.

Liquidare i crediti.

Nel caso la tua azienda sia in crisi perché non riesce ad incassare crediti maturati, puoi cercare strade alternative per incassare i tuoi crediti da soggetti diversi dal venditore. Ci sono infatti alcune banche che, alla presentazione di documenti attestanti un credito esistente ma non incassato – una volta verifica l’esistenza, sia chiaro – ti accordano una somma di denaro liquido da utilizzare. Quando poi avviene il pagamento, la banca trattiene la somma che ti ha già anticipato (al netto di qualche interesse, sia chiaro) e ti restituisce la differenza. Se la tua banca non è disposta ad operazione del genere, per sopperire alla carenza di liquidità aziendale, puoi vendere il tuo credito alle c.d. società di recupero: queste ti liquideranno una somma e acquisiranno in maniera integrale il tuo credito. A fronte della velocità, solitamente queste società pagano molto poco il credito ceduto, tuttavia è sempre una strada da tenere in considerazione per risolvere problemi di liquidità.

Monetizza i beni.

Solitamente, la carenza di liquidità aziendale è combinata ad una diminuzione del lavoro, che può portare ad un inutilizzo dei macchinari o dei beni che prima erano deputati al lavoro ma che ora sono fermi. In questo caso, potrebbe essere un’idea metterli in vendita per monetizzarne il loro valore. Comincia da beni più vecchi o meno strategici, cercando di collocarli al miglior prezzo possibile. Effettua l’inventario dei mezzi e stabilisci una tabella di utilità: infine comincia a disfartene fino a quando non riesci a rientrare nella cifra richiesta.

Analizza i flussi di cassa e taglia gli sprechi.

Se dopo l’analisi delle spese ti rendi conto di avere uscite sproporzionate al lavoro o uso effettivo, devi tagliare in maniera netta e decisa tutti gli sprechi. Costi eccessivi per la cancelleria dell’ufficio, vecchi contratti con i fornitori abituali ormai non più convenienti, lavoratori ormai inefficienti o inadeguati sono il più delle volte il vero problema della aziende in crisi. Un taglio potrebbe, seppur in parte, riuscire a limitare il problema della carenza di liquidità aziendale.

Esdebitazione per risolvere i debiti dell’azienda.

Nel caso le procedure sopra non siano in grado di risolvere la crisi, è una buona idea ricorrere all’esdebitazione, uno strumento giuridico previsto dalla legge 155/2017 e che aiuta le aziende in crisi a risolvere i problemi, riabilitando comunque il debitore.Nello specifico, l’esdebitamento è una procedura preventiva, per quei soggetti che non possono accedere alle procedure concorsuali, in grado di sanare completamente la situazione economico dell’imprenditore che la richiede.

L’esdebitamento può essere di tre tipi:

  • Piano del consumatore, riservato solo a colori che hanno debiti di natura personale e che non riguardano il lavoro in alcun modo.
  • Concordato minore, come da nome è un concordato sviluppato in maniera più rapida del concordato preventivo e con condizioni meno stringenti.
  • Liquidazione del debitore, secondo cui viene aggredito tutto il patrimonio del debitore e tutto il ricavato viene ripartito fra i creditori. Alla fine della procedura, una volta soddisfatti i creditori, il tribunale competente pronuncia sentenza di esdebitazione con il quale il soggetto indebitato viene liberato da tutti i debiti precedenti all’apertura della procedura di sovraindebitamento rimasti insoluti. Ciò significa che con l’esdebitamento, dal momento in cui il giudice pronuncia sentenza, tutti i debiti vengono annullati, portando all’estinzione anche delle relative procedure esecutive pendenti, portando consequenzialmente alla cancellazione delle garanzie reali come pegni ed eventuali ipoteche poste sui beni all’inizio della procedura.